Papà

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Il 14 Gennaio scorso è morto mio padre.

Sarebbe stata mia intenzione durante il commiato religioso salutare il mio grandissimo padre con alcuni pensieri che mi ero preparato anche solo in mente.

Quelle parole non le ho mai dette … ma in realtà non riesco ancora adesso a spiegarmi il perchè.

Eccole:

” E’ nell’ordine delle cose … è nell’ordine naturale delle cose la perdita di un genitore. In realtà non si è mai preparati per tale evenienza. I genitori si pensa sempre che indossino quello strano vestito dell’immortalità ed è difficile comprendere perchè, ad un certo punto della nostra vita, si svestano di tale tunica e ci abbandonino al nostro destino. Ma, come ho detto prima, sta nell’ordine delle cose. I genitori muoiono prima di figli e non solo per questioni di anzianità. Arriva un tempo in cui i genitori si ritirano dalla protezione attiva e lasciano che i “piccoli” svolazzino da soli combattendo contro le spinte che la vita gli da. Ed è giusto che sia così: ognuno di noi su questa terra gioca la sua personale partita che è diversa da tutte quelle degli altri. Ognuno ricopre un ruolo differente all’interno della società ed ognuno di noi decide quale sarà la sua via da seguire. Certo, le regole di base ci vengono insegnate da papà e mamma, ma, poi, la partita vera e propria la giochiamo noi e solamente noi … in prima persona. Perchè si tratta di una vera e propria partita, con le sue regole, i suoi tempi, le sue difficoltà, i suoi errori e le sue punizioni da scontare ma anche le soddisfazioni da incamerare. Papà, la sua partita credo che l’abbia giocata bene … molto bene. Una vita piena, una famiglia vicina, due figli, una professione impegnativa e difficile. Se dovessi dare un voto alla partita giocata da mio padre gli darei sicuramente 10. Era un uomo appagato da quanto fatto, da quanto dato e da quanto ricevuto nel breve quarto d’ora che è stato su questa terra. Perchè di pochi minuti si è trattato in confronto alla grandezza ed alla infinità del tempo assoluto. Tutti noi siamo solo di passaggio … breve … ma in questa brevità ci è data l’opportunità di giocare al meglio le nostre carte, sia nei confronti degli altri che nei confronti di noi stessi. Di base, questo mi ha insegnato papà … a cercare di giocare il meglio che posso nel rispetto delle regole e dei regolamenti. Mi ha dato la possibilità di avere in mano delle carte “forti” per poter affrontare gli avversari e mi indicato la via da percorrere, anche se, come è giusto che sia, ha lasciato a me le decisioni che mi riguardavano.

Se voi siete quei oggi, in questa Chiesa, vuole dire che siete venuti a salutare papà ed a ringraziarlo per quello che ha dato ad ognuno. A qualcuno ha dato una parola, ad altri una cosa, ad altri ancora un gesto. Stava giocando la sua partita.

Ma c’è una cosa che voi tutti non avete avuto. Una cosa che solo due persone hanno avuto la fortuna di avere in regalo da papà: l’averlo come padre !

Padre corretto, padre rigoroso talvolta, ma anche padre tollerante. A me e mio fratello, gli unici due fortunati a poterlo chiamare papà, ha dato l’esempio. L’esempio di come ci si deve comportare e di come agire verso tutto e verso tutti. E scusate … non è poco !

Quindi … ora sono qua a ringraziare tutti voi per aver partecipato a questo funerale ma, in realtà, lo ringraziate solo per quello che vi  ha dato che non è tutto. Siamo solo io e mio fratello che possiamo e dobbiamo ringraziarlo per tutto … e ripeto tutto …. quello che ci ha dato.

Ciao papà …grazie grazie grazie “